GRAZIE MARCO - L’UMILTÀ DI ESSERE “GRANDI”

I campioni si riconoscono soprattutto nei momenti di difficoltà, Marco Serra non ha perso occasione di dimostrarlo.
Il direttore di gara della Sezione di Torino - da circa dieci anni appartenente all’organico CAN - non ci ha pensato due volte ad offrire la propria disponibilità per arbitrare una partita di Terza Categoria, scenario ben distante dagli Stadi che lo vedono protagonista ogni domenica.
Niente VAR né terna arbitrale, Marco è sceso in campo con la sola passione e dedizione che da sempre lo contraddistinguono, valori che nell’arbitraggio – come nella vita – fanno la differenza.

La presenza di Serra nella partita dilettantistica tra Cus Torino-Resistenza Granata, svoltasi tra la palpabile emozione di tutti i calciatori e spettatori presenti, deve essere da monito per ogni sportivo: servono umiltà e bontà per poter essere dei “grandi”. L’arbitro nazionale – con sette gare dirette in Serie A e circa novanta in Serie B – ha risposto immediatamente “presente” alla chiamata dell’A.I.A. dimostrando ancora una volta un fortissimo spirito di appartenenza nonché rispetto e amore per il fischietto e i cartellini.
Si è arbitri dentro ma ancor prima fuori dal campo, in qualsiasi momento e a prescindere dalla categoria: è doveroso che ognuno – dal più veterano al più giovincello - faccia la sua parte perché emerga la vera essenza dell’Associazione, seppur questo voglia dire adattarsi a palcoscenici salutati da tempo.
Marco Serra è un modello per tanti associati che coltivano il sogno di calcare l’erba del San Siro ma, come ricorda il Presidente Mazzaferro, “non si arriva in Serie A per caso”. Grazie Marco!

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