RTO - NICOLA RIZZOLI

Fresco di nomina tra i nuovi premiati 2018 della ‘Hall of Fame’, Nicola Rizzoli era venuto come ospite alla cena della Sezione di Torino a fine maggio 2014 prima di volare in Brasile e dirigere la finale dei Mondiali di calcio tra Germania e Argentina.

È ritornato da Commissario della CAN A, giovedì 7 marzo 2019, nella Sala Rossa Giovanni Agnelli del Centro Congressi Unione Industriale, accolto da numerosi associati venuti a Torino da tutte le Sezioni del Piemonte e della Valle d’Aosta con a capo il responsabile del CRA Luigi Stella.

A fare gli onori di casa il Presidente Andrea Mazzaferro presenta l’ospite con un breve filmato realizzato dal consigliere sezionale Giuseppe Borzomì. Prima di entrare nel vivo della serata Andrea ha inteso consegnare l’attestato dei 50 anni di tessera a Matteo Di Meo e Renzo Cornelli. Sono presenti in sala oltre all’internazionale Chiara Perona della Sezione di Biella, reduce dalla finale femminile di Futsal tra Portogallo e Spagna, Luca Pairetto di Nichelino, Gianluca Manganiello di Pinerolo e Marco Serra di Torino.
Di strada ne ha percorsa moltissima l’architetto Nicola Rizzoli che esordisce ricordando le tappe più importanti della sua brillante carriera. Ci sono al fondo della sala 19 ragazzi che si preparano a sostenere l’esame per diventare nuovi arbitri. È un momento di autentica emozione per Nicola ripensando alla sua prima partita, poi si sofferma sul tema che più gli sta a cuore; quando l’arbitro è cambiato, se è cambiato, e su che cosa è utile puntare per avere direttori di gara sempre più preparati e al passo con i tempi.
Tanto per gradire è bene conoscere l’inglese, la lingua con la quale preferisce interagire con gli arbitri di serie A, e in questo modo proietta le slides per meglio intenderci. Per puntare in alto serve: “Capire dove sei, cosa stai facendo e cosa sta succedendo; se lo capisci prima allora riesci a fare le cose fatte bene”.
“Personalità, Conoscenza, Abilità nel leggere la gara, Coraggio, Intelligenza, Controllo emozionale, Linguaggio del corpo, Sognare” sono gli elementi che occorrono per essere 
buoni arbitri. Una gara è come un’equazione con molte variabili; più variabili conosci in anticipo più il gioco sarà facile da risolvere.

“Anche gli errori servono per imparare. Il lavoro serio avviene attraverso una buona preparazione e, soprattutto, se imparate a non definirli fallimenti, ma sperimentazione”.

 

L’allenatore manager scozzese Andy Roxburgh sostiene:
[Ciò che sappiamo e ciò in cui crediamo influenzerà il modo in cui vediamo le cose].

“Costruire qualcosa insieme, vuol dire, cerchiamo di essere squadra. Obiettivo della conoscenza è una squadra che decide alla stessa maniera”.

“L’arbitro dev’essere uno studioso della gara, non solo delle regole. Capire perché è stata
creata la regola per interpretarla al meglio”.
[Concentrazione massima spazza via ogni emozione], lo dice Daniel Goleman.

A questo punto Nicola decide di creare una suggestione collettiva. Chiede che si spengano tutte le luci in sala e invita i 400 e più arbitri a chiudere gli occhi, mentre racconta una sua esperienza vissuta sul campo che più lo ha segnato.


“Proviamo ad immaginare ad occhi chiusi ad entrare sul terreno di gioco del Maracanã, oltretutto in maniera inaspettata. Senti in quel momento un gran silenzio; ti giri a destra e vedi Messi e dietro di lui i suoi compagni dell’Argentina. Tutti in silenzio, non c’è nessuno che parli; dall’altra parte hai Lahm con gli altri giocatori della Germania. Dentro quel tunnel dove domina il buio, l’unica cosa che vedi è la luce che arriva dal fondo dello stesso tunnel. In quella luce e in quel silenzio assordante, perché capisci quanto per loro è importante questa finale, tu vedi il pallone che tra poco prenderai in mano e accanto la Coppa del Mondo”.

 

Terzo italiano a coronare il sogno dopo il compianto Sergio Gonella e Pierluigi Collina. Si riaccendono le luci e parte spontaneo e meritato l’applauso pieno al valente collega della Sezione di Bologna Nicola Rizzoli, protagonista di una splendida serata.

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