LUIGI STELLA ALLA SEZIONE DI TORINO

Nella consueta sala conferenze della G.A.M. era stata programmata per il 6 novembre, la visita del neo Responsabile CRA del Piemonte e della Valle d’Aosta, il benemerito Luigi Stella. In realtà si è trattato di un gradito ritorno a casa in veste di associato, di un amico che da giovane arbitro non ancora ventenne, si era trasferito dalla nativa Sant’Arcangelo alla Sezione di Torino. Da dirigente ha ricoperto importanti ruoli, prima come Consigliere sezionale, poi Presidente di Sezione e subito dopo per otto anni come componente CAN/D e CAI. Spesso e volentieri lo ritroviamo in giro per l’Italia quale ospite competente in varie Sezioni, in quanto abile intrattenitore e motivatore sui temi caldi dell’arbitraggio.

Dopo una breve introduzione del Presidente Andrea Mazzaferro, con il quale ha avuto un percorso di vita parallelo, ed un breve filmato biografico del consigliere Assistente CAN/B Giuseppe Borzomì, Luigi Stella prende la parola per presentare la nuova formazione.

Da subito operativa nella conduzione della Commissione Tecnica che presiede, a cominciare dal suo vice Guido Falca di Pinerolo e via via tutto il gruppo presente in sala.

“Ogni collaboratore è stato prescelto personalmente in virtù di una specifica competenza tecnica e di un rapporto di fiducia con me stesso”. Prosegue Luigi, elencando delle cifre.

“Siamo 2061 Associati, di cui 53 sono donne,1584 vanno in campo e voi tutti indistintamente vi dovete fidare di me. Col vostro Presidente di Sezione si può creare un rapporto di affetto, perché lo vedete tutti i giorni, col Presidente regionale diventa più difficile e allora bisogna che ci sia all’inizio una fiducia quasi a prescindere, a scatola chiusa. il consuntivo si fa a fine stagione. Un’altra cosa a cui tengo molto è quella di imparare a fare sistema, che significa sentirsi parte di un’unica Sezione, superando le nostre provenienze sezionali. Sarà un caso, ma i CRA che ottengono risultati sanno fare bene sistema. Da parte nostra offriamo e lo sottoscriviamo: Coerenza e Professionalità.”

Con la proiezione di brevi filmati si chiariscono alcuni concetti sia tecnici che di approccio all’arbitraggio. Ci vogliono passione e sofferenza. Senza questi fondamentali requisiti non si va da nessuna parte. “Avere fame di arbitrare”, conclude Luigi Stella.

Non puoi affrontare qualsiasi gara con superficialità e scarso dinamismo. Si potrebbe dire senza quella voglia di correre e quell’attaccamento alla divisa arbitrale.

Quella fame che aveva Stefano Farina, conclude Luigi Stella, che ci tiene ad omaggiare ricordando una mail ricevuta pochi giorni prima di morire. Pensava ancora agli arbitri, a come veniva applicato il Regolamento, nonostante la malattia che lo aveva colpito.

“Questo era Stefano, un grande Uomo che ha creduto fino in fondo prima di volare lassù”.

Scrosciano gli applausi e c’è la foto conclusiva con Andrea che lo omaggia.

Viene in mente un altro Stefano entrato nel mito, Steve Jobs, il cui motto recita:

«Stay hungry, stay foolish - Non smettete mai di avere fame, non smettete mai di essere folli».

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