• Le Origini

    Il primo Gruppo Arbitri torinesi nasce nel 1928 all’interno del Ristorante Fiorina (al centro della foto sotto - a sx) in via Pietro Micca 22, angolo Piazza Solferino, per iniziativa dell’avv. Antonio Scamoni. Dopo il Fiorina il G.A. venne ospitato in Via Andrea Doria, presso la sede dei Commercianti, poi in Via Vassalli Eandi, 3 presso lo Studio dell’avv. Scamoni e nel corso dell’anno 1933 in Via Ponza, 2 assieme alla Lega Calcio Piemontese, che mise a disposizione degli arbitri un’ampia sala per le loro riunioni. Un elenco di Arbitri ad honorem, Benemeriti ed Effettivi veniva pubblicato negli anni ’30 nei vari volumi dell’Annuario Italiano Giuoco del Calcio - FIGC, alla fine di ogni di stagione sportiva.

    Finita la II Guerra Mondiale, gli arbitri presero subito l’iniziativa di promuovere la rinascita e il 28-29 giugno 1945, convenuti in congresso a Bologna, deliberarono la ricostituzione dell’AIA, con Mauro presidente nella sede di Milano. Gli succede il dottor Romolo Ronzio, prima di lasciare l’incarico quando diviene Segretario Generale della FIGC.

    Nel maggio 1946 anche la Federazione si riunì in «assemblea costituente» a Firenze e, restaurata la democrazia, aggiornò l’ordinamento sulle basi sostanzialmente immutate. Acclamato Barassi presidente e confermata la sede a Roma, accanto alla ripristinata Lega di Serie A e B (cancellato il Direttorio) fu approvato il decentramento con l’istituzione di tre Leghe Interregionali (Nord, Centro e Sud), fermi restando alla base i Comitati Regionali direttamente collegati con il vertice che tornò a chiamarsi Consiglio Federale. Nascono le sezioni e negli anni ’50 nell’AIA si costituisce il CAR Tecnico, distinto dal CRA Associativo, unificati nel 1988 con la sola denominazione di CRA. Dal 1973 sono introdotti i cartellini, inventati nel 1966 dall’arbitro inglese Kenneth George Aston.

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Associazione Italiana Arbitri

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