UN MOMENTO STORICO...L'ELEZIONE DI ALFREDO!

Venerdì 26 febbraio, ore 21:00: oltre 300 persone collegate in piattaforma per la riunione tecnica, un’emozione che passava attraverso lo schermo, l’emozione di una sezione intera che vede davanti a sé per la prima volta nella sua storia un proprio associato eletto alla guida dell’Associazione Italiana Arbitri.
Alfredo Trentalange, un passato da arbitro internazionale prima e componente della Commissione Arbitrale FIFA poi, oltre a tanti, tantissimi altri incarichi di rilievo, è stato eletto dall’Assemblea Generale AIA il 14 febbraio scorso ed è già al lavoro insieme alla sua squadra.
Quello davanti alla platea torinese è stato il primo intervento ufficiale in una plenaria. Un intervento non solo associativo, ma anche tecnico, come è nello stile di Alfredo, legatissimo alla formazione, da intendersi come valore fondante dell’Associazione, come strumento di crescita, di qualità e di unione.
Ad introdurre la serata, il presidente sezionale Andrea Mazzaferro: “Oltre alla nostra sezione e a tanti altri colleghi della regione, agli arbitri nazionali del Comitato, ai componenti, collaboratori e referenti dello stesso Comitato e agli arbitri di eccellenza, abbiamo collegati insieme a noi altri amici ed ospiti.” ha affermato Andrea, per poi proseguire “Penso al presidente della sezione di Agrigento Gero Drago e della sezione di Messina Massimiliano Lo Giudice. A lui, in particolare voglio dedicare un affettuoso abbraccio, sapendo quanto avrebbe desiderato partecipare all’Assemblea Elettiva, apportando il proprio contributo ed essendo parte del più alto momento democratico dell’Associazione. Purtroppo, Massimiliano – che ora sta bene – per motivi di salute non è potuto essere a Fiumicino a rappresentare i suoi ragazzi ed è con piacere che gli apro le porte virtuali della sezione di Torino”.
Ha poi proseguito il Presidente del CRA Piemonte e Valle d’Aosta, Luigi Stella: “Ho mantenuto una linea fedele al mio mandato durante le settimane di campagna elettorale, pensando alla tecnica, piuttosto che alla politica. Sia Alfredo, che Marcello Nicchi sapevano quale fosse il mio pensiero, come uomo, prima che come dirigente. Ci troviamo davanti ad un momento storico particolare, un momento di cambiamento, e anche nell’ambito dell’Associazione è al cambiamento che dobbiamo orientarci. Coerenza di comportamenti, in campo e fuori, coraggio di prendere decisioni e concretezza nell’approcciarci alle prossime sfide: è questo il mio auspicio per la regione, affinché sia garantita l’unità, non certo l’unanimità, la sintesi delle vedute, l’onestà intellettuale e la franchezza che ci rendono persone grandi”.

Di valori ha altresì parlato Alberto Zaroli, componente del Comitato Nazionale, presente nella virtual room torinese: “Ho condiviso un percorso con Alfredo. Un percorso partito molto tempo prima della sua candidatura, perché di lui ho sempre apprezzato le idee ed i valori etici. Abbiamo preso anche scelte difficili, ma sono orgoglioso di essere parte di questo pezzo di storia dell’Associazione. Ora è giunto il momento di lavorare, non ci interessa il ruolo, ci interessa parlare con dei risultati concreti. Le sedie, le poltrone, le scrivanie debbono essere lasciate vuote, perché il ruolo di chi amministra l’Associazione è un ruolo attivo, un ruolo del “fare”, non dell’apparire”.
Interventi sentiti, sinceri, ricchi di entusiasmo, nella consapevolezza di vivere un momento storico dell’Associazione, un momento prezioso per chi ama l’arbitraggio.
E sincero, vero, pieno di entusiasmo e contenuti è stato il discorso di Alfredo Trentalange, il presidente dell’Associazione che “preferisce farsi chiamare per nome” piuttosto che con la carica ricoperta.
Con questa mentalità pragmatica, Alfredo ha esordito ricordando l’importanza del gruppo, di quell’auto mutuo aiuto che dovrebbe caratterizzare sempre le nostre realtà: “E’ preziosa la formazione impartita dai formatori, ma credo lo sia ancor più quella che giunge dai giovani, con un linguaggio immediato, reale. Penso, ad esempio, al ragazzo di eccellenza che supporta il collega meno esperto, all’assistente neo immesso che si confronta con il collega operante alla CAN D. E’ questo il senso della crescita del gruppo”.
Ulteriore tema è rappresentato dalla formazione dei formatori, per garantire qualità, ricordando sempre che protagonisti del percorso arbitrale sono coloro che scendono in campo, non i dirigenti che amministrano.

Ragionare in modo diverso poterebbe a storture inaccettabili, ad una deresponsabilizzazione dei ragazzi da una parte e, da altra parte, all’appropriazione di meriti non propri da parte di organi tecnici, consiglieri, presidenti. Ci vuole saggezza e responsabilità, la forza di non creare alibi e premiare il merito, senza appropriarsene indebitamente.
Incoraggiamento e partecipazione attiva sono punti cardine del futuro dell’Associazione. E trasparenza, nella comunicazione di valutazioni e di emolumenti percepiti, trasparenza che, però, passa attraverso anche il farsi conoscere all’esterno, l’opportunità di far provare l’arbitraggio a giovani calciatori, con un sistema di doppio tesseramento che potrebbe avere grandi benefici, così come numerosi sarebbero i vantaggi per chi scende in campo la domenica nel potersi confrontare, allenare, con delle compagini calcistiche.
Ha spiegato Alfredo Trentalange: “Chi gioca, si allena in modo specifico, chi arbitra no. La possibilità di provare situazioni tattiche in allenamento, soprattutto tra i più giovani arbitri, avrebbe un duplice beneficio: far conoscere alle squadre la figura dell’arbitro al di fuori del match domenicale e consentire all’arbitro stesso una preparazione più completa”.
Grande concretezza, come detto, e attenzione alla tecnica, culminata con un interessante momento di analisi video coordinato dal consigliere sezionale torinese Gianluca Cipriano, in cui sono stati coinvolti diversi giovani arbitri della sezione, perché – anche in un momento storico sul piano associativo – non venga mai sacrificata la tecnica e l’attenzione ai più giovani.

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